Abbeveratoio Mauri (Avellino)

Indirizzo:Nusco

Abbeveratoio Mauri (Avellino): descrizione

L’abbazia fu fondata nel XII sec. da San Guglielmo da Vercelli, artefice anche della costruzione del monastero di Montevergine (Av). Nato come convento femminile, l’edificio è stato per circa due secoli un importante centro di vita spirituale fino al 1348, anno in cui si diffuse la peste nera, che segnò l’inizio di un lento declino conclusosi con la decisione di papa Giulio II( 1506) di sopprimere la struttura alla morte dell’ultima badessa. Il complesso passò così ad un ordine monastico maschile che gli ridiede vita. Iniziò quindi una progressiva ripresa che ebbe il suo culmine, tra il XVII e XVIII sec., con il totale restauro del complesso e la costruzione di una chiesa, opera di Domenico Antonio Vaccaro. Durante le soppressioni napoleoniche l’abbazia fu abbandonata (1808) e le spoglie di San Guglielmo traslate nel vicino monastero di Montevergine; la spoliazione determinò la dispersione di molti arredi ed opere. A partire dal 1973, con l’intervento del Ministero dei Beni Culturali e della Sovrintendenza di Avellino e Salerno, il complesso è stata completamente restaurato e aperto al pubblico.