Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore (Napoli)

Sei un turista in giro per Napoli e sei appassionato di arte barocca? Non puoi perderti il più grande esempio di arte barocca napoletana, cioè basilica santuario del Carmine Maggiore (Napoli). Questa basilica si trova in piazza Carmine, quella che in passato era unita a Piazza Mercato. Una curiosità da sapere è che i napoletani utilizzano spesso l’esclamazione “Mamma d’o Carmene”, proprio per sottolineare il loro stretto rapporto con la Madonna Bruna.

La storia

La storia racconta che alcuni monaci, in fuga dalla persecuzione dei saraceni in Palestina, si rifugiarono a Napoli, portando un’immagine della Madonna Glicofilusa, che veneravano sul monte Carmelo. Giungi a Napoli, i monaci collocarono l’immagine della Madonna in una piccola cappella dedicata a san Nicola, precisamente in un luogo detto “la grotticella”. Tuttavia, possiamo dire che i carmelitani giunsero a Napoli nel 1268.

L’immagine della Vergine bruna, chiamata così per il colore scuro dei suoi capelli, è una tavola rettangolare in cui il viso della Madre e del Figlio sono esprimono dolcezza ed intimità.

La struttura

La facciata attuale risale al 1766, e fu realizzata da Giovanni del Gaizo, poiché quella antica fu rovinata da eventi naturali. Essa inizialmente era una vera e propria opera d’arte, ma alla fine dei lavori si notò che era troppo bassa e quindi fuoriusciva il tetto della chiesa, che fu coperto con il frontale, presente ancora oggi.

Il campanile, alto 75 metri, è realizzato, nei primi tre piani bassi, in stile ionico, dorico e corinzio. Sulla sua cima è stata posta una croce.

Un altro elemento di questa basilica sono le campane, non si conosce precisamente il loro numero originari, ma verso il 1500 ne erano quattro, attualmente invece ne sono cinque.

Come altre chiese, anche questa inizialmente nacque in stile gotico, intorno al settecento invece fu modificata in stile barocco napoletano. La chiesa è preceduta da un ampio atrio che ospita un altarino, dedicato a Santa Barbara, che è la protettrice contro i fulmini, che spesso hanno rovinato la chiesa.

L’interno è composto da una navata, ai cui lati abbiamo cappelle e cancelli in ferro. Il soffitto, invece, è a cassettoni, perché quello seicentesco in legno, fu distrutto durante la seconda guerra mondiale.