Basilica santuario del Gesù Vecchio dell’Immacolata di Don Placido (Napoli)

Nel cuore del centro storico della città di Napoli, i turisti possono incontrare la Basilica santuario del Gesù vecchio (Napoli), un luogo in cui arte, storia e cultura napoletana si mescolano tra loro. La denominazione “tempio del Gesù vecchio” deriva dal fatto che successivamente fu costruita in un’altra chiesa, detta del Gesù nuovo, era quindi necessario distinguere le due.

La storia

La Basilica santuario del Gesù Vecchio fu fondata nel 1554, ma i lavori furono condotti, dopo quattro anni, da  Giovanni Tristano. Dal 1568 al 1575 i lavori vennero proseguiti da Giovanni De Rosis. Dal 1630 si susseguirono numerose altre modifiche  che portarono alla realizzazione del Cappellone di San Francesco Saverio e del Cappellone di Sant’Ignazio di Loyola. Tra il 1767 e il 1777 furono espulsi i gesuiti e ci fu la riconversione della struttura, prima in Real liceo convitto e, successivamente, nella sede dell’Università di Napoli. All’inizio del Novecento la struttura venne inserita nel complesso universitario, così come è ancora oggi.

Nel 1958 la Basilica fu riconosciuta come basilica minore.

Descrizione

La facciata, realizzata da  Giovan Domenico Vinaccia, è in stile barocco e al centro presenta un portone d’accesso, con una grande finestra rettangolare. La struttura architettonica interna della chiesa è a croce latina, con quattro cappelle in ciascun lato e un’unica navata. La cupola nell’Ottocento fu arricchita con gli affreschi di Onofrio Buccino, che ridipinse anche le quattro tavole con gli Apostoli posizionate sulle pareti del transetto. Sono invece opera di Vincenzo Paliotti  gli affreschi nell’area absidale.

Dietro dell’altare maggiore, c’è una doppia rampa, con un corteo di angeli in stucco, che porta alla grande macchina absidale, con al centro la statua dell’Immacolata, in legno. Dal cappellone sinistro del transetto si arriva alla sacrestia vecchia, dove è conservata un’Adorazione dei Magi del Pino.