Basilica di Sant’Antonino (Sorrento)

Tra le zone principali di Napoli, che attirano molti turisti, c’è anche Sorrento. È una meta famosa per il mare e per i paesaggi, ma anche per gli edifici che è possibile vistare. Tra le cose da vedere in Campania, ci sono tante basiliche monumentali. Una di queste è la basilica di Sant’Antonino, dove sono conservate le spoglie del Santo patrono della città.

La storia

La basilica fu fondata nel XI secolo, nella stessa area dove in precedenza sorgeva l’oratorio dedicato sempre a sant’Antonino. All’epoca le spoglie del santo erano conservate in quella stessa area ma tra le mura cittadine. La realizzazione avvenne utilizzando il marmo ricavato dalle ville di epoca romane e dai templi pagani.

Nel 1378 fu istituita la confraternita dei Battenti. Nel 1608 la chiesa venne gestita dai Padri teatini che la restaurarono in stile barocco. Nel 1668 la facciata e il campanile furono modificati ulteriormente.

Nel 1866 i frati furono costretti a lasciare la chiesa.

Altri lavori di restauro avvennero dopo il terremoto del 1980, nel 2010 e nel 2011.

Struttura

La facciata è in stile romanico, divisa in tre parti. Nella zona inferiore troviamo un arco d’ingresso; nella zona superiore ci sono tre finestroni a volta; sul lato sinistro troviamo il campanile.

All’interno la Basilica di Sant’Antonino è a croce latina, con tre navate, divise da sei archi. Nella navata centrale possiamo osservare gli affreschi ritraenti le scene di vita di Sant’Antonino. Il soffitto è a sfondo azzurro con rosoni d’oro.

Le due navate laterali presentano due cappelle con due altari in marmo.

Nella chiesa possiamo osservare anche una statua del Santo Patrono in argento, risalente al 1564.

Alla fine delle due navate laterali, due scalinate portano alla cripta, formata da diversi ambienti, tutti con pavimenti in maioliche.