Basilica di Santa Restituta (Napoli)

Sono tante le chiese monumentali di Napoli, ciascuna con le proprie caratteristiche si distingue dalle altre. Se stai intraprendendo un viaggio a Napoli, o se hai intenzione di farlo per conoscerne la cultura, è d’obbligo visitare la più antica basilica napoletana: la Basilica di Santa Restituta (Napoli). Essa è raggiungibile dal Duomo cittadino poiché ne è la sua terza cappella a sinistra.

Le origini

Originariamente questa Basilica fu dedicata al Salvatore, per volontà dell’imperatore Costantino, e fu costruita probabilmente sullo spazio che precedentemente era occupato da un antico tempio di Apollo. Inizialmente, la chiesa era più grande rispetto a come noi la conosciamo oggi, aveva infatti una campata in più, cinque navate, ognuna con ingresso autonomo, e una facciata autonoma. La riduzione delle navate, quindi l’eliminazione di quelle più esterne, risale al terremoto del 1456, dopo il quale queste vennero trasformate in cappelle laterali e i rispettivi ingressi furono murati per rafforzare la struttura.

La struttura

Lo stile barocco conferito alla Basilica è opera dell’architetto Arcangelo Guglielmelli. È possibile accedere alla basilica tramite un portale situato nella terza cappella della chiesa; l’ingresso è dunque spostato più a destra rispetto all’altare maggiore, e presenta l’organo a canne, costruito nel 1750 da Tomaso de Martino.  Lo spazio interno della basilica è diviso in tre navate, ciascuna con sette arcate per lato. Il soffitto delle navate laterali è quello originario, in stile gotico, mentre il soffitto della navata centrale è stato successivamente modificato in stile barocco. Invece, il pavimento è occupato da lastre tombali del Quattrocento. Le cappelle laterali, che ospitano i sarcofagi romani, sono sostanzialmente quattordici: due sulle controfacciate, destra e sinistra, delle navate e sei per ciascun lato.