Grotte di Palazzo Donn’Anna, Napoli (Napoli)

La Campania è una delle regioni Italiane che offre molto a tutti coloro che la visitano. E’ la meta giusta per chi cerca una vacanza di mare ma anche per chi desidera organizzare un viaggio storico culturale.

In tutto il territorio troviamo siti archeologici, borghi suggestivi, mare cristallino e parchi. Un viaggio in Campania sarà apprezzato da tutti coloro che amano la cultura e la storia, basti pensare che vi sono resti risalenti all’epoca della dominazione romana e borbonica ma soprattutto ci sono gli scavi archeologici di Pompei. Ciò che non manca sono i borghi che conquistano tutti i visitatori. Gli amanti della natura, invece, possono organizzare lunghe passeggiate e fare trekking; tra i più apprezzati ricordiamo il Sentiero degli Dei, in Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento. Chi desidera la tranquillità e il relax può organizzare un soggiorno presso alcune baie della regione, una delle più belle in assoluto è la Baia di Ieranto a Punta Licosa.

In Campania, inoltre, non manca il buon cibo, la regione è riconosciuta in tutto il mondo per la pizza, ma anche per il babà e il limoncello.
Vediamo insieme quali sono i principali luoghi di interesse culturale della regione.

Grotte di Palazzo Donn’Anna, Napoli: descrizione

Il progetto di Cosimo Fanzago fu forse ispirato da un viaggio a Venezia. Una soluzione del basamento di grande espressività e significato, molto vicina al suo archetipo, parte solida dell’edificio, suo radicamento a terra, roccia esso stesso. Nell’ambito del progetto fanzaghiano il basamento con le sue grotte svolgeva un ruolo fondamentale. Si arrivava direttamente dal mare, tre i portali da utilizzare in funzione delle condizioni del vento e delle onde (oltre a piccoli accessi dai lati per il servizio e gli approvvigionamenti). I portali immettevano in una croce scavata direttamente nel tufo, individuata da due gallerie di cui una in asse con la spiaggia, l’altra ortogonale alla prima e di altezza doppia. Le due gallerie consentivano di accedere alla struttura direttamente con la barca. Lunghe rampe di scale conducevano al primo livello dove si accedeva al teatrino di corte, quindi al piano terreno dove un ampio salone occupava lo spazio oggi libero del cortile. Il sistema di penetrazione attraverso le grotte fu ottenuto scavando direttamente nello scoglio ed il materiale di risulta fu utilizzato per la costruzione dei livelli superiori. La partenza del duca di Medina segnò un progressivo degrado del palazzo. Meno toccate dai danni procurati al complesso dai seguaci di Masaniello, risparmiate dal terremoto del 1688, le grotte subirono l’azione dell’onda battente e la totale assenza di manutenzione. Lo stesso Carlo Mirelli, principe di Teora, realizzò un restauro solo parziale del complesso di ruderi acquisiti dall’ultimo erede dei Medina. I suoi interventi sfiorarono solo il basamento e le grotte per l’apposizione di una lapide commemorativa. Nel 1812, sotto il regno di Gioacchino Murat, cominciarono i lavori di costruzione di via Posillipo, proseguiti, al termine del governo francese, da Ferdinando I di Borbone che ne promosse l’allargamento. Da allora a palazzo Donn’Anna si accederà solo via terra e le grotte persero la loro funzione di accesso principale, trasformandosi in locali di deposito e servizio. Terminati i lavori per l’allargamento di via Posillipo, il complesso divenne proprietà di Vincenzo Nelli poi passò alla famiglia Manzi e da questa alla Società Italiana di Costruzioni che lo vendette al banchiere Geisser. Fallito Geisser il complesso passò alla Banca d’Italia che lo vendette all’asta pubblica al sig. Luigi Genevois, che avviò una frantumazione proprietaria, con la vendita dei vari ambienti. Negli anni tra il 1928 ed il 1960, gli ambienti cavernosi divennero locali abitati. Il passaggio di servizio del lato est fu tompagnato ed i volumi retrostanti areati da nuove bucature così poco definite, da confondersi con le forature naturalmente prodotte dalle erosioni. Gli interventi di ristrutturazione che interessarono l’ala orientale delle grotte, si estesero anche al fronte meridionale. In data non accertata il fornice principale di accesso al complesso nel progetto fanzaghiano fu tompagnato con mattoni in tufo, che lasciarono nel nuovo paramento la bucatura rettangolare tutt’oggi riscontrabile. Successiva fu la realizzazione della scogliera frangiflutto visibile già in foto del 1975. Lungo le pareti che definiscono l’invaso della galleria ortogonale alla spiaggia si riscontrano le sagome confuse dei pozzi a sezione circolare, alcuni dei quali destinati ad accogliere scale di servizio o passaggi segreti di collegamento diretto dei livelli fuori terra con il mare.

Indirizzo: Via Posillipo , 10 – Napoli – 40.8222194 – 14.2161175

Come arrivare in Campania

La Regione Campania è situata nell’Italia Meridionale ed è bagnata dal Mar Tirreno. Il capoluogo della regione è Napoli, popolata da quasi un milione di abitanti. Le altre provincie della regione sono: Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, dove sono visibili bellezze naturali architettoniche incredibili.

Ma come si può raggiungere? Si raggiunge in auto, in treno, con l’aereo e con la nave. Vediamo quindi di seguito le diverse soluzioni.

Raggiungere la Campania in auto

La Campania si raggiunge facilmente in auto da tutta l’Italia poichè si collega all’ Autostrada A1. Le strade statali principali della regione sono: strada statale 414 di Montecalvo Irpino, strada statale 90 delle Puglie, strada statale 91 della Valle del Sele, strada statale 608 di Teano, strada statale 7 quater Via Domitiana, strada statale 145 Sorrentina, strada statale 163 Amalfitana, strada statale 268 del Vesuvio.

Raggiungere la Campania in treno

Per raggiungere la Campania con il treno è possibile scegliere tra diverse soluzioni. Innanzitutto vi è l’alta velocità ferroviaria che consente di raggiungere la città di Napoli, di Afragola, di Salerno. In poche ore si raggiunge la Campania partendo da Milano, Torino e Venezia.
In alternativa, si può partire con un treno regionale partendo da nord e dal sud Italia.

Raggiungere la Campania in aereo

L’unico aeroporto della Campania è quello di Napoli Capodichino.

Raggiungere la Campania con la nave

Numerosi sono i porti che sono presenti nella Regione Campania, il più importante di tutti è quello di Salerno. Dal porto di Napoli e Salerno partono navi che raggiungono anche altre Regioni Italiane e stati esteri.
Altri porti, invece, consentono di raggiungere le isole dell’arcipelago campano come ad esempio Ischia, Procida e Capri. Tutti i porti sono ben collegati con le stazioni ferroviarie.

Consigli di viaggio

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